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Le
caratteristiche di una classica moto da trial sono:
·
Un peso
ridotto, solitamente inferiore ai 70 kg.
·
Delle
dimensioni ridotte per garantire una maggiore agilità.
·
Un motore di
cilindrata usualmente compresa tra i 50 e i 300 cc con una
grande coppia, molto più importante della potenza in questo
caso.
·
L'assenza di
una sella comoda, praticamente mai usata dal pilota in questo
tipo di gare.
Le case
produttrici di queste moto sono oggigiorno la
GasGas e la Montesa (Spagnole),
la Beta e la Fantic Motor (Italiane).
Il Trial è prettamente una specialità
del motociclismo e del ciclismo sportivo che
a volte viene effettuata anche con altri
tipi di veicoli a 4 ruote.
Il nome della specialità deriva dalla
contrazione del termine in inglese Try
All cioè prova tutto e da subito
l'idea dello spirito base della
competizione, il provare a superare tutti
gli ostacoli, che siano essi naturali,
affrontati nelle prove
outdoor,
oppure artificiali, specifici delle
gare indoor.
Il Trial motociclistico
Un'altra definizione che ne specifica meglio
lo spirito è:
Il Trial è l'unico sport motoristico in cui
la velocità non è uno dei parametri più
importanti.
Questo sport è diffuso un po' in tutto il
mondo ma ha schiere di più folti
appassionati in Spagna, Gran Bretagna e
Giappone da cui provengono i più importanti
campioni degli ultimi anni, nonché hanno
sede le più importanti case produttrici di
questo particolare tipo di moto.
Si fa risalire la storia del trial agli
inizi del XX secolo con le prime gare, in
Inghilterra, di moto quasi di serie,
obbligate a percorrere le strade del tempo,
già di per se stesso normalmente in
condizioni pessime, intervallate da salite
ripidissime. Il Trial moderno ha invece le
sue origine alla fine della seconda guerra
mondiale e sembra lo si possa considerare
come una costola delle gare di enduro.
Infatti degli organizzatori di gare di
questo tipo si trovarono a dover combattere
con la penuria di carburante del tempo, che
non consentiva l'effettuazione di gare di
particolare lunghezza e, per sopperire a
questo handicap, trovarono la soluzione di
accorciare le competizioni rendendo però
molto più ardui i percorsi. In questo modo
nacque la nuova disciplina che si incentrava
sempre di più sulla agilità e sulla
destrezza del pilota, a scapito della
resistenza fisica del pilota e
dell'affidabilità del mezzo meccanico su cui
si erano sempre incentrate le gare.
Dall'inizio degli anni '50 nacquero i primi
modelli delle famose case inglesi (come la Norton e la BSA ad esempio) appositamente
progettati per questo nuovo sport.
Una competizione Trial all'aperto (outdoor)
si sviluppa su un percorso mediamente di
circa
15 km diviso in varie
zone dove i concorrenti, uno dopo
l'altro, devono cercare di superare degli
ostacoli naturali (fiumi, rocce, tronchi
d'albero, salite ripidissime ecc.), senza
mai appoggiare i piedi a terra. Alla fine
della prova verranno contabilizzate delle
penalità in base agli errori fatti, secondo
questa tabella:
·
1 piede
appoggiato a terra=1 punto di penalità
·
2 piedi
(non contemporaneamente)=2 punti
·
3 o più piedi=3 punti
·
arretramento della moto sul percorso,
appoggio dei due piedi a terra in
contemporanea, spegnimento del motore o non
completamento della zona=5 punti
Naturalmente sarà vincitore della
competizione chi, alla fine di tutte le
zone, avrà totalizzato il minor numero di
penalità.
L'avvento della televisione si può dire che
abbia portato alla nascita di questa
specialità dove, in palazzetti dello sport
attrezzati appositamente, si può assistere,
anche in caso di maltempo e comodamente
seduti, a gare di Trial dove gli ostacoli
naturali sono stati sostituiti da manufatti
in cemento, pneumatici da camion e
addirittura costruzioni artificiali che
simulano ruscelli e cascate.
·
Il Trial motociclistico comincia ad
interessare anche il mondo femminile infatti
è stata assegnata all'Italia la prima prova
del Campionato del Mondo di trial
femminile, il 23 settembre
2005 a
Sestriere. Per il campionato, che per questa
prima edizione si articola su due sole
prove, la gara di Sestriere rivestirà dunque
un'importanza primaria per la conquista del
titolo mondiale.
·
La Federazione Italiana
www.federmoto.it
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